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Scritto da nocoke
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giovedì 12 febbraio 2004 |
Il comportamento ostinato del Sindaco di Civitavecchia e della sua
maggioranza costituisce una vera aggressione alle comunità locali. A
quell'aggressione il Movimento territoriale contro la centrale a
carbone resisterà fino alla vittoria.
Le voci più assennate da destra e da sinistra consigliavano
moderazione e riflessione. Invece il Sindaco De Sio da molti mesi ha
caparbiamente ignorato ogni appello, ha saltato furbescamente i più
elementari passaggi democratici relativamente a una scelta che impegna
le future generazioni di un grande comprensorio. Ha mentito su tutto e
specialmente sull'impegno di coinvolgere ed ascoltare il parere della
città. Nella seduta consiliare dell'altro ieri ha opposto un mutismo
codardo alle centinaia di concittadini che attendevano una sua parola
di spiegazione e magari di rassicurazione. Ormai la sensibilità
collettiva lo ripudia come indegno di rappresentare i diritti
fondamentali della collettività.
SI DEVE RICONOSCERE DA
QUALE PARTE È COMMESSA LA VIOLENZA. Quando il toro incorna il torero,
la colpa non è del toro. E il toro, antico simbolo della città,
stavolta è su tutte le furie.
Altro che agitatori venuti
dall'esterno a seminare vandalismi e provocare attacchi all'ordine
pubblico: vergognose bugie! Si condanni piuttosto la disastrosa
aggressione perpetrata da quella vera e propria associazione a
delinquere costituita fra poteri forti e amministratori imbelli a danno
degli amministrati. Smettano di piagnucolare coloro che sono i veri
colpevoli di una tensione provocata ad arte da mesi, da anni.
Il
Movimento territoriale democratico contro la centrale a carbone cresce
ogni giorno di più e prosegue la mobilitazione permanente. Adotta come
cuore della mobilitazione la sala della Compagnia portuale. Invita i
cittadini ad esporre alle finestre delle case lenzuola bianche a
testimonianza della civile protesta contro chi vuole follemente
sottrarre l'aria, il cielo, il mare, la salute che appartengono a
tutti.
Il Movimento sperimenterà tutti gli strumenti di lotta
consentiti per riprendersi il territorio usurpato. Sarà presente nelle
prossime sedute del Consiglio comunale; seguirà come un'ombra il
Sindaco nelle occasioni pubbliche; sfilerà per le strade, parlerà nelle
piazze della città, convocherà la popolazione a raccolta sia nei luoghi
istituzionali della città, sia sotto i palazzi del potere romano.
Il Movimento diffonderà capillarmente in città e nel
comprensorio volantini informativi, terrà sedute pubbliche per
illustrare le caratteristiche della progettata centrale e i danni certi
per la salute e per l'ambiente, sfiderà nuovamente al confronto
pubblico l'azienda Enel, le farà conoscere la generale resistenza fino
a costringerla ad abbandonare il suo fosco progetto.
Il Movimento chiamerà il sostegno dei parlamentari nazionali di
ogni partito, di destra, di centro, di sinistra e specialmente di
quelli eletti nel Collegio e dei componenti il tavolo dell'opposizione
che già si sono pronunciati contro le strategie di retroguardia
dell'Enel e contro le scelte del Governo. Il Movimento andrà a
prelevare quei dirigenti politici del Polo che si stanno mobilitando
nei Consigli regionale e comunali del Lazio contro piccole centrali a
turbogas progettate a Latina, ad Aprilia, a Tivoli, ecc: se sono
coerenti, non possono rifiutarsi a una lotta ben più motivata qual è
quella di Civitavecchia.
Il Movimento si rivolge anche ai 37 dipendenti comunali
firmatari del documento a difesa dell'incolumità del povero Sindaco:
essi pure, insieme ai 500 colleghi non firmatari, si battano per
difendere la vera incolumità in pericolo, quella loro e dei loro
concittadini violentati dalle scelte scellerate del Sindaco, della
Giunta e della maggioranza consiliare.
Contro tutti costoro il Movimento è in lotta: è questione vitale.
TORO - Movimento territoriale contro la centrale a carbone
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